Le regioni Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Veneto e Piemonte sono interessate fino al 31 dicembre. Roma ha sbloccato un fondo di 36,5 milioni di euro, mentre la Pianura Padana è molto colpita.
Dopo il crollo di un ghiacciaio nelle Alpi italiane di domenica 3 luglio, “indubbiamente” legato al riscaldamento globale, secondo il capo del governo Mario Draghi, lunedì 4 luglio l’Italia ha dichiarato lo stato di emergenza in cinque regioni settentrionali del Paese. Roma ha anche annunciato lo stanziamento di un fondo di 36,5 milioni di euro per far fronte alla siccità che sta colpendo la Pianura Padana da diverse settimane.

Il Consiglio dei ministri ha approvato l’introduzione dello stato di emergenza in Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Veneto e Piemonte fino al 31 dicembre, ha annunciato il governo in un comunicato.
La penisola italiana sta affrontando un’ondata di caldo insolitamente precoce e senza precipitazioni, soprattutto nella pianura agricola del Po, che sta vivendo la peggiore siccità degli ultimi 70 anni.

30% della produzione agricola nazionale a rischio
Lo stato di emergenza mira a concedere “mezzi e poteri straordinari” per assicurare l’attuazione di interventi urgenti necessari a garantire la sicurezza pubblica, la riparazione dei danni ai beni pubblici e privati e le normali condizioni di vita della popolazione.
Secondo la Coldiretti, il più grande sindacato agricolo del Paese, la siccità minaccia oltre il 30% della produzione agricola nazionale e la metà degli allevamenti della Pianura Padana, dove si produce il prosciutto di Parma.